Non solo tante parole dette e scritte, perché il biliardo è anche arte e...
Sara, Emma ed Eleonora sono amiche fin dai tempi del liceo, quando la...
La nostra Botricello vista dall’alto e lambita dallo Jonio è una...
“Occhi profondi. Un viaggio nell’anima” è un libro nato dall’amore e...
L’amore non è una formula. È un viaggio imprevedibile come quello di...
La felicità ha bisogno di stabilità oppure la stessa rottura di ogni...
Non si può bleffare se sei immobilizzato in un letto, non hai voce e...
Scoprirai la scienza che sta dentro il cibo, userai gli alimenti in...
Poesie le cui parole sono grida silenziose verso il mondo e racconti su...
La trama di questo saggio si articola come un viaggio attraverso la...
Lui è un uomo non più giovanissimo, ma neppure da buttare. Ha un mondo...
“Cronaca in tempo reale del mondo in costruzione” è la storia di un...

Aborto, gravidanza e maternità dialogano con voci difformi dall’unico...




Questa raccolta poetica è un viaggio intimo e sincero attraverso le...

“Occhi profondi. Un viaggio nell’anima” è un libro nato dall’amore e...

C’era un tempo in cui il calcio profumava di fango, di erba bagnata e di...
Informazioni
Giorgio Demurtas è nato a Bitti, paese della provincia di Nuoro, in Sardegna. Porta il nome del fratello di suo padre, disperso nella campagna di Russia nel 1942/1943. Ha frequentato il liceo scientifico nel suo paese e ha proseguito, nell’emigrazione, il suo percorso formativo in Scienze Riabilitative a Roma, all’Università di Siena e in quella della Tuscia viterbese; ha lavorato fino al 2008 come fisioterapista; è stato responsabile della formazione nel comparto del personale sanitario della ASL di Viterbo; è docente dal 2003 nei corsi di studio universitari dell’area della Riabilitazione per la Sapienza di Roma. In Albania dopo la guerra civile ha contribuito, come volontario - docente e tutor - alla costruzione e ricostruzione dei percorsi formativi delle professioni sanitarie riabilitative collaborando per oltre dieci anni con il “Kompleksi Spitalor Universitar”, “Zoja e Këshillit të Mirë”, “Rruga e Durrësit, Tiranë”. Impegnato dal 1994 con la sua famiglia nel volontariato internazionale per l’accoglienza dei bambini contaminati dopo il disastro nucleare della centrale di Černobyl. Attivista affinché la sovranità popolare si riappropri dei beni comuni sottraendoli all’ordine mercantile neoliberista. Appassionato di preistoria e protostoria, vive con la sua famiglia a Tre Croci di Vetralla in provincia di Viterbo.
Giorgio Demurtas è nato a Bitti, paese della provincia di Nuoro, in Sardegna. Porta il nome del fratello di suo padre, disperso nella campagna di Russia nel 1942/1943. Ha frequentato il liceo scientifico nel suo paese e ha proseguito, nell’emigrazione, il suo percorso formativo in Scienze Riabilitative a Roma, all’Università di Siena e in quella della Tuscia viterbese; ha lavorato fino al 2008 come fisioterapista; è stato responsabile della formazione nel comparto del personale sanitario della ASL di Viterbo; è docente dal 2003 nei corsi di studio universitari dell’area della Riabilitazione per la Sapienza di Roma. In Albania dopo la guerra civile ha contribuito, come volontario - docente e tutor - alla costruzione e ricostruzione dei percorsi formativi delle professioni sanitarie riabilitative collaborando per oltre dieci anni con il “Kompleksi Spitalor Universitar”, “Zoja e Këshillit të Mirë”, “Rruga e Durrësit, Tiranë”. Impegnato dal 1994 con la sua famiglia nel volontariato internazionale per l’accoglienza dei bambini contaminati dopo il disastro nucleare della centrale di Černobyl. Attivista affinché la sovranità popolare si riappropri dei beni comuni sottraendoli all’ordine mercantile neoliberista. Appassionato di preistoria e protostoria, vive con la sua famiglia a Tre Croci di Vetralla in provincia di Viterbo.
Le fosse comuni sono terra. Uno pensa a tumuli discontinui sul terreno. No, sono un prato, un campo, un sottobosco. Le fosse comuni servono per nascondere sotto il piano naturale le catastrofi umane: la peste, la rovina, il flagello, la distruttività dell’uomo, la guerra e il fetore.