
Una lettera scomparsa, un dolore custodito nel tempo, una memoria che...

Una città fortificata. Una società plasmata da una religione il cui...

LO PSICONAUTA è il PSICONAUTICA PSICONAUTICA “navigatore” dell’Io-psyché...

Il termine esoterismo indica l’insieme di dottrine e di conoscenze,...

Aborto, gravidanza e maternità dialogano con voci difformi dall’unico...

Informazioni
C’era un tempo in cui il calcio profumava di fango, di erba bagnata e di sogni inseguiti fino all’ultimo respiro. Un tempo in cui non si giocava per apparire, ma per appartenere. Questo libro è un tuffo in quell’epoca autentica, un viaggio lungo cinquant’anni in cui il pallone diventa compagno di vita, maestro severo e fedele alleato.
“La sicurezza, l’allegria che infondi, la famiglia, Emir... questa lista la devi tenere sempre in mente. Portala sempre con te. Indipendentemente dalla bellezza, dalla malattia, devi arrivare a stare sempre meglio, con la nuova Vicky che magari non farà la spaccata, ma rimane la persona più RESILIENTE che abbia mai conosciuto. Questa è la tua vera bellezza”.
Non si può bleffare se sei immobilizzato in un letto, non hai voce e comunichi con un lettore a scansione oculare. Non si può ngere se ogni notte quando ti addormenti sai bene che il risveglio sarà un’incognita e per ogni giorno che nasce dovrai accettare di essere accudito come un infante.
Io e Giò è una storia semplice, un racconto di donne con i loro amori e le loro vite; un continuo flash-back tra oggi e ieri in una ballata di personaggi dell’aria familiare.
“Le parole che restano” è un memoir intenso e autentico che intreccia memoria personale e storia collettiva. Dall’infanzia e adolescenza in Italia alla carriera nell’informatica, fino alla maturità vissuta in Norvegia, l’autrice ripercorre il proprio cammino tra sogni, sfide e conquiste.
“Orbene l’ora era invero tarda” (per andare in pensione) è un racconto ironico e riflessivo che ripercorre l’infanzia, l’adolescenza e la carriera dell’autore, tra ricordi familiari, esperienze scolastiche e scelte professionali. Nella prima parte, con tono critico ma affettuoso, si analizzano i limiti dell’educazione ricevuta e si lancia un messaggio ai...
“Orsù che l’ora è tarda, incipiamo con cortese sollecitudine” è un diario autobiografico scritto dall’autore durante i due mesi di ferie prepensionamento. Il titolo deriva dal tormentone con cui sollecitava medici, caposala e infermieri alla visita mattutina. Tratta prevalentemente della sua vita professionale di medico ospedaliero, iniziando dagli...
La nostra Botricello vista dall’alto e lambita dallo Jonio è una meraviglia. Cullate questa visione e fatela crescere nelle mani delle nuove generazioni, perché senza passato non c’è futuro!
Nicola, insegnante e disk jockey, una vita accompagnata dalla grande passione per la musica. Nel 1993, all’età di quindici anni, entra in un negozio di dischi, vivendo un’esperienza che sarà il battesimo del suo percorso artistico.
La solita storia del calcio? Un altro libro da inserire nella biblioteca già stracolma del pallone? Forse resterete sorpresi...