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Le fosse comuni sono terra. Uno pensa a tumuli discontinui sul terreno. No, sono un prato, un campo, un sottobosco. Le fosse comuni servono per nascondere sotto il piano naturale le catastrofi umane: la peste, la rovina, il flagello, la distruttività dell’uomo, la guerra e il fetore.
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Disponibile dal:
| Autore Demurtas Giorgio | |
| Titolo | Ti ho rubato alla nebbia - Joglieddu - (Демиктер Георгий - forse) |
| Autore | Demurtas Giorgio |
| ISBN | 978-88-6827-401-6 |
| Pagine | 216 |
| Anno | 2021 |
| Edizione | Prima |
| Genere | Saggistica - Saggio Storico |
| Collana | Il Mare |
| Formato | 150x210 |
| Copertina | Morbida plastificata |
| Peso | 351 gr |
| Illustrazioni | Si |
Le fosse comuni sono terra. Uno pensa a tumuli discontinui sul terreno. No, sono un prato, un campo, un sottobosco. Le fosse comuni servono per nascondere sotto il piano naturale le catastrofi umane: la peste, la rovina, il flagello, la distruttività dell’uomo, la guerra e il fetore. Sono disumane perché anonime, senza nome, ignote. Le fosse comuni vicine alla stazioncina di Rada-Tambov nascondono ammucchiata una babele di umanità appartenente a ventinove nazionalità diverse. Uno dei tanti ossari della vergogna del mondo.
MIO COMMENTO
Ho letto con interesse il libro “Ti ho rubato alla nebbia” sia perché con l’autore ho condiviso per anni l’ufficio di lavoro, sia perché sono a conoscenza dell’entusiasmo, della dedizione e dello sforzo che Giorgio ha profuso nell’affannosa ricerca di tracce, di documenti ed itinerari per giungere alla redazione dello stesso. Mi riferiva spesso delle sue nuove acquisizioni documentali, frutto delle pressanti ed ostinate richieste a vari enti nazionali ed internazionali. Nel volume traspare il suo modo schematico di lavorare: maniacale impegno e precisione, che fanno dello scritto non un romanzo ma uno spietato documento storico infarcito, qualvolta, di argute considerazioni. Credo che questo libro sia l’omaggio più grande che l’autore potesse fare all’omonimo zio nel centenario della nascita, ma è anche un regalo a se stesso ed a tutte quei familiari che leggendolo vi possono trovare analogie con la storia dei propri cari dispersi nelle medesime circostanze. Bravo Giorgio
La tragedia della guerra
... libro dove si parla della ricerca di un DISPERSO nella campagna di Russia nel 1942/'43;....una piccola storia rubata alla nebbia della storia.






























