Non solo tante parole dette e scritte, perché il biliardo è anche arte e...
Sara, Emma ed Eleonora sono amiche fin dai tempi del liceo, quando la...
Luca è un ingegnere con un ottimo lavoro, una bellissima fidanzata,...
La nostra Botricello vista dall’alto e lambita dallo Jonio è una...
L’amore non è una formula. È un viaggio imprevedibile come quello di...
La felicità ha bisogno di stabilità oppure la stessa rottura di ogni...
Non si può bleffare se sei immobilizzato in un letto, non hai voce e...
Scoprirai la scienza che sta dentro il cibo, userai gli alimenti in...
Poesie le cui parole sono grida silenziose verso il mondo e racconti su...
La trama di questo saggio si articola come un viaggio attraverso la...
Lui è un uomo non più giovanissimo, ma neppure da buttare. Ha un mondo...
“Cronaca in tempo reale del mondo in costruzione” è la storia di un...


Crescere è imparare a dare forma al dolore, a trovare la luce tra le...





In un tempo in cui la violenza contro le donne continua a riempire le...

Un taxi non è mai soltanto un mezzo di trasporto. È un microcosmo, uno...
Informazioni
Giuseppe Baldi è nato nella primavera del 1971 a Capranica in provincia di Viterbo, dove attualmente vive. È sposato, ha tre figli, di professione bancario. Con Giorni a soqquadro l’autore inaugura il “Laboratorio Creativo” on-line.
Sito web: giuseppebaldi.eu
Giuseppe Baldi è nato nella primavera del 1971 a Capranica in provincia di Viterbo, dove attualmente vive. È sposato, ha tre figli, di professione bancario. Con Giorni a soqquadro l’autore inaugura il “Laboratorio Creativo” on-line.
Sito web: giuseppebaldi.eu
Racconti come fotogrammi che imprimono l’attimo decisivo, l’intuizione verso la luce fioca dietro la fessura, protagonisti vittime ed eroi della rivincita, della ragione di un’altra possibilità.
Questo libro racconta la storia di un sogno realizzato, dove volontariamente si confonde il confine sottile tra utopia e possibilità, tra impegno e follia. Un’idea, buttata in mezzo senza remore di giudizio. Una strada forse, tracciata per grandi linee, appena disegnata nei suoi confini. Un inizio...
Poi glielo dissi. Mi rivolsi a Straccio raccontandogli che avevo imparato anch’io a camminare vicino ai binari fino a dar fastidio ai “treni”. Avevo ricevuto il grande messaggio e finalmente non sentivo più timori nell’accettare la sfida e difendere la mia Gemma di speranza, il mio bocciolo candido e profumato
Non è un caso che tu abbia tra le mani questo libro! Qualcosa ti ha incuriosito in questi titoli: l’idea di un cambiamento che da tempo cerchi di mettere in atto. Ci siamo, questo può divenire il tuo punto d’inizio.