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Siamo in un luogo indefinito, purché a sud. Rosa fa ritorno alla casa natia, ritrova un vecchio baule e ripete un gioco che faceva da bambina: si chiude dentro e inizia un singolare viaggio nel passato. Ritorna nei primi anni ’60, ritrova Mirta e Cielo, due bellissimi giovani sposi, intorno ai quali ruota un mondo magico, di riti, consuetudini e superstizioni. Su loro incombe un destino sconvolgente, vittime dell’affàscino e dell’ignoranza.
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Disponibile dal:
| Autore Sorrentino Marianna Loredana | |
| Titolo | Il baule di Rosa |
| Autore | Sorrentino Marianna Loredana |
| ISBN | 978-88-6827-538-9 |
| Pagine | 152 |
| Anno | 2024 |
| Edizione | Prima |
| Genere | Romanzo |
| Collana | Il Porto |
| NIC | 291 |
| Formato | 135x200 mm |
| Copertina | Morbida plastificata |
| Peso | 217 gr |
| Illustrazioni | No |
Siamo in un luogo indefinito, purché a sud. Rosa fa ritorno alla casa natia, ritrova un vecchio baule e ripete un gioco che faceva da bambina: si chiude dentro e inizia un singolare viaggio nel passato. Ritorna nei primi anni ’60, ritrova Mirta e Cielo, due bellissimi giovani sposi, intorno ai quali ruota un mondo magico, di riti, consuetudini e superstizioni. Su loro incombe un destino sconvolgente, vittime dell’affàscino e dell’ignoranza. Ondina e altre quattro donne invidiose fanno una fattura a Mirta per l’insonnia, così da costringerla a dormire di giorno, evitando di ammaliare i mariti. Una notte Mirta viene trovata in stato confusionale. Forse incontra i morti e le autrici della magarìa, col senso di colpa, decidono di toglierle il maleficio, ma prima la seguono, per vedere cosa faccia realmente. Forse è stata violentata e Cielo, consigliato da Ondina, la lascia col Maciaro attendendo un’eventuale gravidanza, mentre per tutti, deve servire a toglierle il malocchio. Mirta è incinta, ma non da quella fatidica notte. Da qui è un susseguirsi di colpi di scena, la realtà diventa surreale, il sacro si fa profano, si vive e si parla il dialetto. Otto anni dopo, nella notte della grande sagra, la famigliola parte, per chissà dove e perché. Una serie di riflessioni di Rosa, profonde ed enigmatiche, metteranno il lettore davanti a un crocevia, lasciandolo libero di scegliere la direzione e, pertanto, il proprio finale.
IN COPERTINA © SIMONE PICCIONI
Fascinazione
Mi definisco una lettrice a tratti, non perché non ami leggere, ma perché difficilmente riesco a concludere un libro se non ne vengo "at-tratta". Il Baule di Rosa, dopo un tempo indefinito di inedia alla lettura, mi ha nuovamente risvegliato questa FASCINAZIONE. Ho amato l'uso sapiente delle parole e del loro potere evocativo mai banale, che regalano al libro quell'aurea tra magia e superstizione che si confonde abilmente tra le sue paginc così come tra le pieghe della vita, in un continuo rincorrersi e confondersi . Ho terminato il libro e lo ricomincio di nuovo a leggere per carpire qualche altro "filo sottile" ... Dentro e Fuori il baule di Rosa.
Intrigante e sorprendente
Romanzo molto interessante, scritto con mirabile maestria, dove il mix perfetto del reale e del fantastico evidenzia piacevoli situazioni di vira vissuta dai protagonisti. Da leggere assolutamente
Il baule di Rosa
Un salto nel passato, ottima minuzia nella descrizione dei luoghi e dei personaggi.
Il baule di Rosa
..e a un certo punto mi sono trovato a vivere in un sogno.
Non so dire se fossi in una fase onirica o cos'altro.
Sì, forse era proprio un sogno;
Uno di quelli che si fanno quando capita di ritrovarti un capolavoro tra le mani e lo leggi sperando che non finisca mai.
I personaggi riescono a farti cambiare umore più volte.
La lettura ti porta per mano fin dove vuole, liberandoti poi, per un finale a interpretazione soggettiva.
Complimenti all'autrice per il suo modo coinvolgente di scrivere, una funambola con una eccezionale destrezza nella descrizione dei particolari, che si annovera soltanto tra i "grandi scrittori"
Grazie Marianna
Il baule di Rosa
Ho letto il libro che mi ha risvegliato ricordi e sensazione della mia infanzia, è una finestra su quel mondo, anni sessanta, molto realistica. Racconta la quotidianità arricchita da parole dialettali che fanno precipitare chi legge nell'assenza di una comunità delle pre-serre calabresi, Petrizzi.
La semantica delle parole, l'etimologia è frequentemente greca ,risveglia suoni onomatopeici e quindi reconditi ,vanno all'essenza del significato esistenziale di ciò che i protagonisti vivono e raccontano di sé.
Ringrazio Loredana di questo dono letterario che con la sua prosa scorrevole, ben strutturata mi ha permesso di ripercorrere vissuti e ricordi reconditi della mia infanzia.






























