La pioggia incessante copriva il mondo sotto un velo triste e impenetrabile, come una tenda fredda che lascia allo sguardo l’immensa prospettiva di distruzione futura.
Morte, pensieri, parole, amore, passione, calda e torbida sensualità che tutto avvolge come un abbraccio: breve ma intenso, il libro di Franck Villain La felicità veste nero, tradotto da Laura Massabò ed edito da La Caravella, affronta tutti i grandi temi della vita, col ritmo di un percorso, di un viaggio alla ricerca di sé anche attraverso il sesso, senza troppe domande, scandito da tappe forzate, inesorabili, ineluttabili, come invincibile è la forza del sentimento, dell’edonismo intriso di rassegnazione e pessimismo che caratterizza la prosa di questo scrittore che davvero si comporta come un navigatore solitario (e la sua vita è caratterizzata dall’elemento marino e dalle numerose traversate compiute), che segue una rotta tutta sua. Una strada che lo conduce verso l’assoluto. Lucido, poetico, cinico e lirico, pur con un’anima noir, conquista da subito l’attenzione del lettore e non la perde più.
Gabriele Ottaviani