Recensione: Uso di mondo – Memorie di una donna vagante

Franca Mionetto Uso di mondo
Memoria di una donna vagante
Ed. La Caravella – € 15,00

Si tratta sicuramente di una buona lettura ricca di stimoli, di percezione di un “interno” che per lo più sfugge agli esterni, al c.d. “viaggiatore”, perchè Franca è una viaggiatrice speciale, non è una turista per caso, ma, un’antropologa, una studiosa che nei suoi racconti, senza tediarci dei dati specialistici delle sue singole ricerche, prende spunto dalle occasioni offertele dallo svolgimento del suo lavoro per descriverci con sguardo acuto luoghi, usanze, tipi di umanità locali e non, oggetto delle sue attenzioni.

Così condotti per mano di Franca abbiamo l’opportunità di entrare nel mondo ricco di suggestioni storiche, religiose, paesaggistiche dell’ Hadramawt nello Yemen, facendo tappa anche ad Aden, a Sana-a, a Mokh-a ad Hodeida, di circolare nell’isola di Pantelleria chiacchierando con pescatori, contadini, donne abili patchworkiste, apprezzando l’importanza per l’economia locale della produzione dei famosi capperi, dello “Zabib”, delle particolari costruzioni tipiche denominate dammusi, di scandagliare le serie problematiche etniche conflittuali, economiche della Nigeria, del Nicaragua e dello Zimbawe, apprendendo che in quest’ultimo paese le difficoltà erano state tali e tante da suggerire di interrompere la ricerca ed andarsene. Di conoscere usi e costumi di paesi affascinanti, problematici e complicati come il Ciad ed il Bangladesh. Fotografie e puntuali “manchette” esplicative corredano il libro, rendendone la lettura ancora più interessante ed anche istruttiva fermo il tono scorrevole della narrazione, mai noiosa ed anzi punteggiata da brevi notazioni a volte umoristiche, a volte velate di lieve ironia.