Zanetto – Mascagni tra Verismo e Sitle Liberty

ZANETTO Mascagni tra verismo e stile libertyMartedì 17 Novembre 2015 ore 18:00
Sala del Ridotto – Teatro Comunale Treviso
Presentazione del libro:
Mirko Schipilliti
ZANETTO
MASCAGNI TRA VERISMO E STILE LIBERTY

Prefazione di Mario Messinis
Con uno scritto di Guia Farinelli Mascagni, pronipote di Pietro Mascagni

Una lettura critica e innovativa dell’opera che Mascagni aveva composto per affiancare Cavalleria rusticana nei teatri d’Europa, partecipando al rinnovamento culturale europeo nel complesso passaggio tra ‘800 e ‘900, fra affinità con la produzione dell’epoca, decadentismo e psicanalisi, per il «Boston Tribune» «un grazioso e bellissimo piccolo lavoro, che a suo modo potrebbe essere quasi considerato perfetto».

È uscito il nuovo libro di Mirko Schipilliti dal titolo “Zanetto: Mascagni tra verismo e stile liberty” edito da La Caravella Editrice, nel 70° anniversario della scomparsa di Pietro Mascagni, che ricorre quest’anno.

Uno studio approfondito e innovativo sull’atto unico Zanetto (1895), opera misconosciuta e incompresa nata invece per affiancare Cavalleria rusticana sulle scene tedesche, partecipando al rinnovamento culturale europeo nel complesso passaggio tra Ottocento e Novecento. Grazie alla varietà nell’uso dell’armonia – dalla modalità alle possibilità interpretative della scala cromatica – e alla scelta audace della strumentazione con orchestra da camera, l’introduzione di elementi musicali “defamiliarizzanti” rispetto alla condotta tradizionale della sintassi rappresenta un importante elemento di modernità “liberty”, legato alle tematiche di questo movimento artistico presenti nel libretto. La vicinanza alla fonte originale teatrale rende vive alcune affinità con la literaturoper, mentre la dimensione decadentista del soggetto e il suo inquadramento in relazione all’approfondimento dello studio dell’Io nell’ambito della crisi dell’individuo contemporaneo fanno
propendere anche per una lettura psicanalitica, non solo in chiave estetizzante. Il discorso musicale nella prospettiva del personaggio e le affinità con la produzione dell’epoca, come La Bohéme di
Puccini, segnano ulteriormente l’importanza di Zanetto come opera di svolta nello stile di Mascagni e nella storia del teatro musicale italiano di fine secolo.

Il saggio accende una nuova luce sulla figura del compositore livornese, proiettandolo in una prospettiva europea, fuori da etichette riduttive limitate al verismo di Cavalleria rusticana,
attraverso un’ampia analisi di fonti, epistolari, testimonianze, strutture compositive e confronti con la produzione dell’epoca. Proprio Zanetto, composta cinque anni dopo Cavalleria, rivela infatti ampiamente «come intorno a questa partitura si apra un mondo di interrelazioni nell’ambito della storia dell’opera italiana, della cultura di fine Ottocento e dell’evoluzione stilistica di Mascagni, e quanto allo stesso tempo sia complesso penetrare nel vero mondo del compositore, non solo nelle ragioni, spesso imperscrutabili, delle sue scelte musicali, bensì in quella fitta rete di conoscenze sulla musica, musicisti, repertorio, fra scambi di informazioni per cui rimangono spesso solo documenti epistolari, tutti elementi con i quali l’autore si immergeva nel clima musicale di allora a noi difficile da ricostruire d’emblée. Mascagni rappresenta infine un esempio di come la razionalità prevalga con l’avanzare dell’età, mentre nel giovane compositore, tanto in Cavalleria che in Zanetto, la ricerca sperimentale si esprime libera, aperta e genuina, e l’organizzazione della “follia” dell’artista arriva ad aprire nuovi scenari nella storia dell’opera e della vita musicale italiana dell’epoca».

Scrive Mario Messinis nella prefazione: «Questo eccellente studio di Mirko Schipilliti, dedicato a un giovanile lavoro teatrale di Pietro Mascagni, Zanetto, composto subito dopo Cavalleria
rusticana, mette in discussione convenzioni acquisite e dimostra che la breve opera vive in un’area culturale diffusa che sfiora, secondo lo studioso, i momenti intimistici di Bohème. […] Schipilliti chiarisce l’ambito musicale in cui si muove questo Mascagni, in una fitta rete di consonanze, di allusioni, di visioni estatiche. L’estesa prolusione è la premessa alle analisi della partitura, finalizzate alla caratterizzazione dei nodi teatrali, senza le consuete meccaniche trascrizioni letterarie. Dunque un libro che offre nuovi spunti di riflessione. Mirko Schipilliti, impegnato in una duplice scelta professionale, è medico e musicista. In entrambi gli ambiti si muove con assoluta competenza».

MIRKO SCHIPILLITI
Appassionato studioso, direttore d’orchestra, pianista, medico, giornalista pubblicista, Mirko Schipilliti è una personalità unica nel panorama culturale odierno. Nato nel 1974 a Ljubljana
(Slovenia), si laurea col massimo dei voti e lode in direzione d’orchestra nella classe di Michael Summers al Conservatorio B.Marcello di Venezia, dove ha conseguito inoltre il diploma in
pianoforte con lode con Wally Rizzardo e ha compiuto gli studi in composizione con Fabio Vacchi.
Si perfeziona in direzione d’orchestra con Giancarlo Andretta e Isaac Karabtchevsky, e consegue master e diplomi di alto perfezionamento sotto la guida di Neeme Jarvi, Jorma Panula, Kurt Masur, Jesus Lopez-Cobos, e segue inoltre i seminari di Riccardo Muti e Gustav Kuhn. Contemporaneamente si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, dove si specializza in Medicina Interna. Ha diretto l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra Regionale dei Conservatori del Veneto nelle Sette Canzoni di Malipiero al teatro Malibran-Venezia, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, I Concertisti della Fenice, L’Offerta Musicale di Venezia, l’Orchestra sinfonica di Porto Alegre e l’Orchestra sinfonica di Heliopolis in Brasile, la FMClassic Orchestra in Bulgaria, e si è esibito per gli Amici della Musica di Mestre, Asolo Musica, Università di Padova, Associazione Wagner Venezia, European Music Festival-Bulgaria. Ha collaborato con solisti quali Giuliano Carmignola, Domenico Nordio, Piero Toso, Sara Mingardo, Lorenzo Regazzo, Giovanni Angeleri, Marco Tezza. È invitato a scrivere nei programmi di sala di importanti istituzioni concertistiche, relatore in conferenze, ed è critico musicale dal 1999 dei quotidiani Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso del Gruppo Editoriale L’Espresso. È stato selezionato nella terna dei finalisti del Premio giornalistico Paolo Rizzi 2015, con menzione dell’Ordine dei Giornalisti.