ARTICOLO pubblicato su “Il Messaggero”. Mercoledì 29 Maggio 2024 – Clambagio, nuovo romanzo “Ironta”: «Denuncio le falsità della società contemporanea»
L’opere di Claudio Bianchetti parla di Morelli nell’incontro col nipote Amedeo. Il nonno confessa di aver costruito la sua fortuna sull’inganno
La passione per l’arte, che però porta scompiglio nella vita, fino alla crisi, alla disperazione e quasi alla morte. «Il mondo falso dell’arte» che rappresenta «la finzione dell’esistenza umana», e che denuncia l’inganno della società contemporanea. È questo il tema portante del nuovo romanzo “Ironta. Pazzo per Victor” di Claudio Bianchetti in arte Clambagio.
La trama
Il direttore di una casa editrice si trova di fronte a un dilemma: pubblicare o meno il manoscritto dell’illustre cittadino Costantino Morelli, ormai defunto, con il rischio di macchiarne per sempre il ricordo.«La vicenda – spiega Clambagio – prende l’avvio dall’incontro di Morelli col nipote Amedeo, in un fine settimana estivo di dieci anni prima, quando, raccontando della sua vita, il nonno confessa di aver costruito la sua fortuna sulle sabbie mobili dell’inganno.
Il romanzo, in forma di narrazione dialogica, parla dell’innamoramento di Morelli per l’artista Victor Vasarely, padre della Op Art. La passione per la figura del grande maestro lo travolge fino a condurlo sull’orlo della catastrofe finanziaria e della disperazione suicida».
Solo l’incontro fortuito con l’artista Artemisia Vettori gli ispirerà un’azione fraudolenta che gli consentirà di superare la sua drammatica situazione e di involarsi verso una vita ricca di gloria e onori, tanto da fargli realizzare un museo dedicato al suo idolo, il “Vic – Vasarely Italy Center”, che donerà alla sua città natale, Chieti: «Nel racconto al nipote, Morelli, partendo dalle riflessioni sull’arte – continua Clambagio – affronta temi filosofici e psicologici come verità e falsità, realtà e illusione, argomenti declinati in una dialettica originale e provocatoria: una denuncia della mistificazione come tendenza dominante. Il mondo falso dell’arte diventa così il simbolo della finzione dell’umana esistenza, della sua incapacità di districarsi nel mare magnum della società contemporanea».
La funzione disvelatrice dell’arte
Un romanzo che gira intorno a tre personaggi e che rende protagonista l’Op art: «Quello che ho scritto – precisa Clambagio – lo sapevo da tempo. Sono un appassionato di arte moderna cosiddetta post-war e ho scritto dei saggi su Victor Vasarely e sull’Optical art. L’arte, e non solo quella letteraria, ha del resto anche la funzione di porre delle domande, di denudare certe situazioni. Nel caso di Ironta il tema dominante è quello della falsità, della contraffazione, dell’inganno. Cosa è vero? Cosa è falso? Nel mio libro denuncio le falsità sempre più estese e manifeste della nostra società contemporanea partendo dalle mistificazioni dell’arte pittorica e dalle illusioni ottiche delle opere di Victor Vasarely». Ma alla fine del romanzo l’adesione a questo mondo verrà meno.