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La torre delle civette

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Nascono tra la macchia mediterranea questi scritti. Il mare qui sotto e l’Elba di fronte. La sintesi domina nelle storie quasi fossero messaggi, e la Storia li conduce e gli gira attorno. Il vocabolario sempre ricco sostiene la continua ricerca nel racconto di queste storie dentro la Storia. Le giustifica. Rende reali personaggi minori che vivono eventi più grandi di loro.

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13,00 €

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Scheda tecnica

TitoloLa torre delle civette
AutoreBorghi Sergio
ISBN978-88-6827-131-2
Pagine264
Anno2015
EdizionePrima
GenereRomanzo
CollanaIl Mare
Formato100x200
CopertinaMorbida plastificata
Peso324
IllustrazioniNo

Quarta di Copertina

LE TORRE DELLE CIVETTE

Nascono tra la macchia mediterranea questi scritti. Il mare qui sotto e l’Elba di fronte. La sintesi domina nelle storie quasi fossero messaggi, e la Storia li conduce e gli gira attorno. Il vocabolario sempre ricco sostiene la continua ricerca nel racconto di queste storie dentro la Storia. Le giustifica. Rende reali personaggi minori che vivono eventi più grandi di loro. Da Piombino in tondo fino all’Elba di Napoleone, passando per Follonica e Castiglione. Un cerchio. E la natura dei Macchiaioli che resta a guardare. Sempre ricca e varia. Un vero e proprio cortometraggio tra le terre della Maremma dove caccia e pesca muovono i tempi, tra situazioni e sentimenti capaci di creare suspense. I personaggi sono semplici e allo stesso tempo dal grande spessore umano e subiscono la Storia come fossero nel vento. Il racconto è un filo che cuce in forma sintetica oggetti e soggetti che agitavano quelle terre. Interessanti i diversi spunti riflessivi che scorrono nella narrativa, una efficace linearità di tinte chiaro/scuro. Eventi vicini e lontani incastonati nel tempo, come tracce ed orme rimaste dentro i boschi e le piane. È ben strutturato l’intreccio storico e la crono- logia degli eventi. L’autore scrive come pittura. “Ut pictura poesis” dice Orazio. Sono gli stessi i criteri formali. Sintesi di pennellate rapide e di colori accesi per conferire al discorso, al racconto, la forma di un dialogo con l’interlocutore. In copertina: Dipinto Sergio Borghi

Recensioni

Valutazione 
08/02/2016

La Torre delle Civette

LA TORRE DELLE CIVETTE

"Sembra di essere saliti sulla macchina del tempo,al seguito delle orme lasciate dagli zoccoli dei cavalli nel faticoso percorso circolare che intraprendono i Cavalleggeri quotidianamente nella notte ,attraverso i boschi della Maremma leopoldina e napoleonica ,che sovrasta quel mare che ha di fronte l'Elba ,Cerboli e Palmaiola,partendo dal Principato di Piombino,attraverso le torri del Sale ed il golfo di Follonica,alla Torre delle Civette ,dal Pian d'Alma a Castiglione della Pescaia,fino a salire al Convento dei frati di Montedimuro.
Onomatopeici risuonano nel bosco i veloci intrecci di parole serrate come sempre ,che corrono come avvolte e spinte dai forti venti dei quadranti meridionali ,di scirocco e di libeccio,che tolgono il respiro ,mentre mischiano abilmente la Storia con il racconto.
Non può esserci la minima distrazione per il lettore, in questa prosa originale di stampo messaggistico e poetico,pena dover tornare indietro perché ci si é persi qualcosa di molto importante.
Fervida la fantasia dell'autore ,quanto fedele e sintetica nello stile che gli é proprio,che racconta quasi twittando,ma non tralascia niente e fa immaginare in modo nitido i personaggi tutti con i loro chiaroscuri,.
Personaggi ben delineati,perfettamente inseriti nel loro tempo e nella eterna e splendida natura delle terre di Maremma,quasi affogati nei forti profumi dei rosmarini della macchia mediterranea ,che ancora oggi conserva gelosamente le antiche tradizioni di battute di caccia e pesca,raccolta di funghi e di castagne.
Coltissimo ed allo stesso tempo abilissimo nel maneggiare tempi ,luoghi e persone che 'porge'
al lettore trattenendolo sospeso ,come in un thriller,con la immancabile presenza del suo giudizio esplicitato spessissimo in una frase concisa,che lo coinvolge e lo invita quasi ad interagire.
É il Romanzo di un "ingegnere imprenditore" che ha fatto il 'Classico',che lega un linguaggio arcaico con uno stile modernissimo,mettendo il verbo in fondo alla frase,come facevano i Latini,il verbo finale che crea attesa : ogni frase un incipit.
Ancora una volta Sergio Borghi racconta una storia con frasi come pennellate, un romanzo come un acquarello.

    Valutazione 
    28/12/2015

    John

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      La torre delle civette

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