{"id":542,"date":"2015-10-14T10:56:09","date_gmt":"2015-10-14T08:56:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacaravellaeditrice.it\/blog\/?p=542"},"modified":"2015-10-14T10:56:09","modified_gmt":"2015-10-14T08:56:09","slug":"raccontare-senza-svelare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacaravellaeditrice.it\/blog\/raccontare-senza-svelare\/","title":{"rendered":"Raccontare senza svelare"},"content":{"rendered":"<h2>Riflessioni sul romanzo \u201cSenza Pari allo Specchio\u201d di Rita Bignante<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lacaravellaeditrice.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/IMG_1383.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-545\" src=\"http:\/\/www.lacaravellaeditrice.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/IMG_1383-300x190.jpg\" alt=\"Senza Pari allo Specchio - Presentazione\" width=\"600\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.lacaravellaeditrice.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/IMG_1383-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.lacaravellaeditrice.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/IMG_1383.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><br \/>\nCon il suo terzo romanzo <a href=\"http:\/\/www.lacaravellaeditrice.it\/34\/autore\/bignante-rita\">Rita Bignante<\/a> arriva ad un esito decisamente pregevole.<br \/>\nSi apprezza in particolare in esso la lingua chiara e precisa, fluida ed insieme efficace. Senza ricorrere ad astruserie e stranezze di stile (come accade a troppi autori contemporanei) la Bignante usa un linguaggio piano e comprensibile, sempre accessibile al lettore medio, ma particolarmente elegante, suasivo e musicale.<\/p>\n<p>Nel suo terzo romanzo la scrittrice conferma la sua spiccata vocazione narrativa, l\u2019utilizzo di uno stile personale e ricco di suggestione, l\u2019abilit\u00e0 e la coerenza nell\u2019inventare personaggi definiti con coerenza a livello psicologico e la sua tipica tendenza a sorprendere il lettore con svolte impreviste e radicali.<\/p>\n<p>Il libro si presenta come un romanzo d\u2019amore, impostato e costruito con suggestiva attenzione ai personaggi principali (lo scrittore fiorentino di successo Diego e la bella Sophia, ed anche a \u201ccomparse\u201d che si riveleranno importanti (come il nonno di Sophia, o la poetessa Valeria o ancora Mattia, solido e razionale).<\/p>\n<p>A questo proposito \u00e8 opportuno osservare come la narrazione si svolga con la tecnica del \u201cmonologo interiore\u201d, di evidente ispirazione proustiana (confermata anche da alcune citazioni del grande scrittore francese) e l\u2019io narrante in tutto il romanzo, ad esclusione dell\u2019ultimo capitolo, \u00e8 proprio Sophia. Ed \u00e8 questa voce femminile, che ci delinea dall\u2019interno una figura di giovane donna che evolve nel corso della narrazione da una quasi infantile ingenuit\u00e0 e da un istintivo narcisismo (nutrito anche dai personaggi che la circondano, come la madre e l\u2019amica di lei), ad una graduale maturazione psicologica, fino alla conquista di una consapevole maturit\u00e0, conferisce al romanzo il carattere di un Bildungsroman, cio\u00e8 di un \u201cromanzo di formazione\u201d, della storia di una crescita interiore che porter\u00e0 la giovane donna a comprendere la differenza fra una infatuazione superficiale ed un sentimento autentico e profondo.<\/p>\n<p>Il tema dell\u2019amore \u00e8 dunque fondamentale, ed \u00e8 anche caratterizzato da una inattesa sorpresa da romanzo giallo, molto interessante ed efficace, ma che non riveleremo per lasciare al lettore il gusto della scoperta.<\/p>\n<p>Un\u2019altra tematica centrale di questo libro \u00e8 quella della bellezza, che si presenta in alcuni aspetti fondamentali: la bellezza femminile, la bellezza del paesaggio, e la bellezza dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Il mito delle bellezza femminile si concentra nella venust\u00e0 della protagonista Sophia, e sulla sua sorprendente somiglianza con una celebre giovane donna cantata da poeti ed esaltata da artisti.<br \/>\nLa bellezza classica di Sophia suscita l\u2019amore, intenso e geloso, dello scrittore fiorentino Diego, che insegue la ragazza, dopo un primo incontro a Torino, attraverso luoghi diversi della Toscana ed infine a Firenze.<\/p>\n<p>La bellezza del paesaggio italiano fa da sfondo alla vicenda, ed \u00e8 costituito in particolare da luoghi splendidi della Toscana; dai rilievi che circondano Volterra, dalle colline presso Siena, dai dintorni che cingono di fascino le rovine di San Galgano, dalla corona di torri di Monteriggioni: lo sguardo della scrittrice accarezza e fa \u201cvedere\u201d al lettore le verdi colline, uniche nel loro rivestirsi di viti, olivi, cipressi e cascinali, che costituiscono un paesaggio unico nel mondo, costruito dalla natura ed insieme dalla secolare opera dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>La bellezza artistica delle citt\u00e0 italiane riguarda nella fase iniziale un complesso urbano caro alla scrittrice, il centro di Torino con i suoi portici, i palazzi barocchi, le piazze, i luoghi culturali ed i famosi caff\u00e8; un\u2019altra citt\u00e0 del Nord, descritta con attenzione, e con lo sguardo della esperta di arte e di cultura, \u00e8 Bergamo, contemplata nello splendore dei monumenti medioevali e rinascimentali che illustrano la sua storia. Ma sono soprattutto le citt\u00e0 toscane ad attirare l\u2019attenzione della narratrice, a partire da Volterra, ove si ricorda un suggestivo film di Visconti, ambientato proprio in quella citt\u00e0, per passare a Monteriggioni, con la sua cinta di mura citata da Dante, e giungere a San Gimignano, nelle vie della quale, sotto l\u2019incombere delle alte torri, Sophia incontra ancora Diego, e i due riscoprono la reciproca vigorosa e intensa, un po\u2019 morbosa attrazione.<\/p>\n<p>Interessante e originale \u00e8 la struttura narrativa, cui si \u00e8 gi\u00e0 accennato: basata su una duplice focalizzazione interna, cio\u00e8 sulla voce di due narratori che dicono \u201cio\u201d, e che sono per gran parte del libro la voce femminile, quella di Sophia, che ci offre il suo punto di vista soggettivo sulla vicenda di cui \u00e8 protagonista, anche se non pienamente consapevole, sostituita nell\u2019ultimo capitolo da una voce maschile, che chiarisce e colloca in una diversa prospettiva tutte le vicende precedenti, culminate nel coup de th\u00e9\u00e2tre, a cui si \u00e8 accennato.<br \/>\nOvviamente la protagonista ha una posizione privilegiata, in quanto il lettore trova nel libro soprattutto la sua voce di giovane donna, consapevole degli effetti della sua bellezza provoca nei suoi interlocutori, ammiratrice delle bellezze d\u2019Italia, pronta a subire il fascino della musica (come emerge evidente nell\u2019episodio della Traviata al Regio di Torino) ma che \u00e8 anche troppo fiduciosa negli altri, e piuttosto ingenua nell\u2019abbandonarsi pienamente al fascino maschile.<br \/>\nL\u2019altra voce narrante collabora a far comprendere lo scioglimento della vicenda e offre al lettore un punto di vista diverso\u2026<\/p>\n<p>Un aspetto che mi ha colpito, per motivazioni mie personali, e che gi\u00e0 avevo notato nei due romanzi precedenti, \u00e8 il riferimento ad aspetti gastronomici. La mia attenzione a questo aspetto \u00e8 dovuta al fatto che qualche anno fa ho scritti tre saggi su cucina e letteratura: uno sul cibo in Boccaccio, un secondo sul cibo nell\u2019Ulisse di Joyce ed un terzo sulle Cronache di Narnia di Lewis; ho imparato in quel periodo a leggere prestando attenzione all\u2019aspetto del cibo. Avevo notato come nei libri, specie di alcuni grandi scrittori (Boccaccio e Joyce, ma lo stesso vale per Proust e per Flaubert, per Balzac e Gogol, per Virginia Woolf e Thomas Mann) sia vivo e presente il tema del cibo. E anche in questo libro (e per me \u00e8 sempre un segno positivo) \u00e8 presente il cibo. Si va da un semplice te alla pesca nel cap. 10, alle Cr\u00eapes del cap. 13, ai casoncelli, tipici ravioli bergamaschi (cap.16), alla torta di albicocche (cap. 17); poi si approda ad una cena completa, nel cap. 19, quella preparata da Valeria per Sophia, articolata in aperitivo (succo di mirtillo); primo: i pici, spaghetti fatti a mano; secondo: filetti di storione ai ferri, con contorno di zucchine grigliate e accompagnati da Vernaccia di San Gimignano, con retrogusto di mandorla; a concludere un sorbetto al limone. Complimenti alla cuoca!<\/p>\n<p>Tornando al romanzo, si tratta di un\u2019opera che avvince, un bel libro, uno di quelli che i lettori, ansiosi di scoprire i segreti della trama, \u201cdivorano\u201d in fretta, e quando si avvicina la conclusione, vorrebbero che durasse di pi\u00f9.<\/p>\n<p>a cura di: <em>Andrea Maia<\/em><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessioni sul romanzo \u201cSenza Pari allo Specchio\u201d di Rita Bignante Con il suo terzo romanzo Rita Bignante arriva ad un esito decisamente pregevole. Si apprezza in particolare in esso la lingua chiara e precisa, fluida ed insieme efficace. 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